Fantasie sessuali e significati

A chi non è mai capitato di avere fantasie sessuali, alzi la mano!
Chi non l’ha alzata, o dice una bugia, o non si ricorda di averle avute.

Fantasticare sulla sessualità è un fenomeno che più o meno chiunque ha sperimentato. E non serve che sia trasgressiva, particolare o sopra le righe, può anche riguardare uno scenario semplice ma che non essendo mai stato sperimentato, entra a far parte del proprio immaginario erotico.

Se per esempio non si ha mai provato le sensazioni di fare sesso in vasca, ecco, questa circostanza potrebbe divenire una fantasia erotica.

Cos’è una fantasia sessuale?
È un’ immagine mentali conscia o inconscia, attraverso la quale un essere umano può auto erotizzarsi.
Possono comparire durante il rapporto sessuale o essere “create” appositamente (tramite un pensiero o un ricordo) per produrre eccitazione sessuale, oppure possono formarsi indipendentemente dalla propria volontà.

Hanno diversi aspetti positivi:
● Migliorano la creatività
● Incrementano il desiderio sessuale e l’eccitazione
● Favoriscono l’orgasmo

Da diversi studi è emerso che uomini e donne hanno fantasie sessuali differenti, per esempio:
gli uomini fantasticano sull’avere rapporti sessuali con più persone, sullo scambismo e il voyerismo, mentre tra le fantasie più frequenti delle donne c’è quella di fare sesso farlo in un luogo pubblico con il rischio, quindi, di essere “sorpresi” da qualcuno, fare lo spogliarello di fronte a un pubblico. Quelle che invece mettono d’accordo uomini e donne, sono le fantasie legate alla dominazione, alla sottomissione e alla costrizione.

Le fantasie sessuali hanno sempre un significato per la persona che le sperimenta, però attenzione. Spesso è celato e occorre andare sotto la superficie di quello che è il semplice scenario per capirlo. È un po’ come l’interpretazione dei sogni.

Andiamo a vedere insieme quali sono le fantasie sessuali più comuni…ed il loro significato.

1) AVERE UN RAPPORTO SESSUALE CON Più PERSONE
Tendenzialmente, il significato sottostante a tale fantasia è collegato al desiderio di sentirsi protagonisti della situazione e quindi sentirsi attraenti e desiderati da più persone.

2) DOMINAZIONE E SOTTOMISSIONE
Fantasie di questo tipo prevedono la sottomissione e/o il dominio degli altri durante la sessualità. Generalmente sono fantasie che appartengono a persone che hanno bisogno di avere il controllo quindi anche nella sessualità hanno bisogno di avere la situazione sotto controllo, è il caso delle fantasie che prevedono la dominazione.
Oppure al contrario trovano nel sesso un momento dove abbandonarsi, ed è il caso delle fantasie legate alla sottomissione.

3) STREEP TEASE
Dietro questa fantasia c’è un desiderio inconscio di divenire l’oggetto del desiderio di una o più persone e di essere esaltati per la propria bellezza.

4) VOYERISMO ED ESIBIZIONISMO
Il voyeurismo consiste nell´eccitarsi guardando due persone coinvolte in un atto sessuale, nell’esibizionismo, la persona si eccita nel lasciarsi guardare mentre fa sesso. Sicuramente come anche per tante altre fantasie, il significato è da ricollegare al fascino del proibito.

Per l’esibizionismo inoltre ci potrebbe essere un’ulteriore spiegazione, ovvero il desiderio di sentirsi al centro dell’attenzione ed elogiati da chi è spettatore della scena.

5) SESSO IN LUOGHI PUBBLICI
Il significato sottostante a questa fantasia è legato scarica di adrenalina deriva dall’ebrezza dalla possibilità di essere scoperti da qualcuno. Anche in questo caso la fantasia è alimentata dal fascino del proibito.

Insomma, le fantasie sessuali sono tutt’altro che semplici. Per capire il significato ed il bisogno nascosti tra le righe, occorre interpretarle.


La dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva, così come dice il nome stesso, è a tutti gli effetti una dipendenza dove però l’oggetto della dipendenza non è tangibile, ma è una relazione.

È da considerarsi tutti gli effetti una forma patologica di amore, perché, come in ogni dipendenza che si rispetti, vi è sempre una subordinazione della persona dipendente, nei confronti della persona amata, quindi nel rapporto viene a mancare totalmente la reciprocità.

La persona dipendente è colei che riveste il ruolo di donatore d’amore a senso unico, e nonostante ciò sta bene all’interno del legame con l’altro, anzi, si sente completa.

Come per le dipendenze da sostanze vi è:

– Piacevolezza: ovvero quella sensazione di benessere che la persona prova stando con il partner, ma che non riesce ad ottenere in altri modifica

– Tolleranza: la persona dipendente cerca di dedicare al partner sempre più tempo, annullando i propri interessi, le attività della vita quotidiana e le relazioni con gli altrimenti

– Astinenza: anche brevi assenza del partner possono gettare nello sconforto il dipendente, infatti il partner risulta come unica fonte di gratificazione e quando non c’è la persona si sente vuota.

Da dove nasce la dipendenza affettiva?
Nasce da una mancanza, in particolare, dalla mancanza di amore verso se stessi.

Questo porta a sentirsi come vuoti, e si cerca di riempirsi attraverso qualcun altro e non attraverso se stessi. Non è quindi l’amore per se stessi che fa sentire pieni, ma l’amore degli altri.

È proprio la necessità di amore esterno, per riempire il proprio vuoti interno, che conduce alla dipendenza affettiva.

Il passato della persona con dipendenza affettiva è costellato da mancanza di amore e da dinamiche familiari che l’hanno portata a costruirsi un’immagine di persona inadeguata, e non degna di attenzioni e amore.
Per questo motivo nel tempo si troveranno ad avere fame di amore che andranno a cercare in maniera spasmodica e faranno di tutto pur di averlo. Inoltre, per via della scarsa autostima la persona farà di tutto per andare incontro ai bisogni del proprio partner, mettendo da parte i propri.

Nella dipendenza affettiva è forte la paura dell’abbandono. Vi è una costante angoscia per una possibile separazione dalla persona o dalla relazione che è in grado di colmare quel vuoto d’amore. Ogni relazione, anche quando nociva, viene preferita alla solitudine

Il senso di colpa è un altro segno distintivo del dipendente affettivo. Questo lo porta a mettere in discussione sempre se stesso e mai il partner. Tutto ciò non fa altro che aumentare il disequilibrio e l’asimmetria tra i due all’interno della relazione. Come se fossero su due piani diversi, uno domina e l’altro soccombe.

Per liberarsi dalla dipendenza affettiva occorre un supporto di un professionista che aiuti la persona a colmare il vuoto attraverso l’amore per se stessa. Oltre a questo occorrerà raggiungere la consapevolezza dei propri bisogni e l’indipendenza emotiva.

Ricordati che non possiamo delegare a qualcuno la nostra felicità.


Domande utili, per momenti difficili

Ti è mai capitato di trovarti in un periodo difficile?
Dove le questioni da affrontare erano tante, così come anche le preoccupazioni?
La vita è fatta anche di momenti dove ci si trova in preda ai pensieri, alle emozioni disturbanti.
A volte si ha la percezione di essere all’interno di un labirinto senza via d’uscita e questo non fa che alimentare l’angoscia.
Per mettere da parte il malessere potrebbero essere sufficienti delle semplici domande che però sono di grande aiuto per valutare la situazione da un altro punto di vista.

Ovvio, si parla di domande mirate, che aiutano a far chiarezza anziché alimentare la confusione.

Vediamo insieme qualche domanda che potrebbe essere utile nei momenti di difficoltà.

Mi è utile?
Si sa, i pensieri spesso sono indomabili. Arrivano improvvisamente senza che nessuno li abbia interpellati. E quando arrivano occorre farci i conti.
Troppe volte siamo invasi da preoccupazioni per cose che sono possibili, ma non probabili, e quindi non è detto che succedano davvero.
Si crea così uno scenario anticipatorio, in alcuni casi anche catastrofico, rispetto a qualcosa che potrebbe anche non verificarsi mai. E questo porta via tempo ed energie. Non solo ma si innescano una serie di pensieri negativi che sono il risultato di quello iniziale.
Alcuni pensieri meritano attenzione, ma non tutti.
Occorre saper selezionare quelli che sono utili e quelli che al contrario sono una perdita di tempo.
Ogni volta che decidiamo di preoccuparci, di dare spazio ai pensieri che non ci sono utile, perdiamo qualcosa.

Tutto questo ha un costo , in termini di tempo, energie, benessere.
Siamo noi stessi i primi a scegliere a quali pensieri dedicare attenzione e quali invece sono solo fonte di malessere e quindi, da evitare.
Quindi la domanda: mi è utile?
È ottima in tutti quei momenti nei quali ci si sente in preda a preoccupazioni, timori o ai dubbi.
Ricordati di non lasciarti guidare dai tuoi pensieri, ma di sfruttare l’opportunità che hai di controllare i tuoi pensieri e di prendere le decisioni attraverso quegli stessi pensieri che hai scelto tu.

Come lo affronterei se avessi solo 5 mesi di vita?
Lo so, mi rendo conto che è una frase un po’ dura, ma questo ci aiuta a vedere le cose da una prospettiva differente.
Tendenzialmente siamo abituati ad adottare lo stesso punto di vista perché pensare in modo alternativo è complesso e la nostra mente, in ordine della semplicità e dell’economia, ci incentiva ad adottare un modo familiare di vedere le cose. Insomma, non ci è per nulla di aiuto.
Come lo affronteresti se avessi solo 5 mesi di vita?, è una domanda che ho preso in prestito da Shannon Alder, ed è molto utile per adottare un approccio diverso rispetto a ciò che ci accade. Troppe volte siamo mossi dal “fare la cosa giusta” e non dal “fare la cosa giusta per sé”, troppe volte ci preoccupiamo di quello che gli altri potrebbero pensare, ma così non siamo autentici, non siamo noi stessi.
Siamo veramente noi stessi quando nessuno ci guarda, quando non ci sentiamo giudicati dagli altri.

Chi voglio essere?
Questa è una domanda che può tornare utile quando ci si trova indecisi rispetto ad una decisione da prendere.
Le scelte di oggi influenzano il nostro futuro e determinano chi saremo.
Ponendo l’attenzione su chi vuoi essere, ti sarà più facile capire la scelta migliore di oggi per diventare chi desideri nel tuo domani.
Purtroppo siamo costantemente influenzati dai vari input che riceviamo nella nostra vita: la televisione, la famiglia, gli amici. Tutto questo può rendere ancora più complessa la presa di posizione, ma se si ha ben chiaro chi si desidera essere, risulterà tutto più semplice.
Abbi il coraggio di vivere la vita che vuoi tu e non quella che gli altri vogliono per te. Evita di lasciarti influenzare e di correre il rischio di scambiare un desiderio altrui per tuo.
Chi voglio essere, è una domanda che aiuta a mantenerti sul percorso giusto per raggiungere i tuoi obiettivi.


Vietato ai minori di 14 anni

Come si fa sesso?
Come si fa a raggiungere l’orgasmo?
È l’uomo che deve prendere l’iniziativa oppure è la donna?

Sono tutte domande che almeno una volta nella vita tutti ci siamo posti. Perché c’è sempre una fase della vita in cui il sesso è una novità. È qualcosa da imparare.

Si impara con l’esperienza si, ma anche con le risposte che si ricevono agli interrogativi riguardanti il sesso. Il problema è che non sempre si ricevono le giuste risposte ai propri dubbi oppure non arrivano da fonti, per così dire, accreditate.

Se si desidera fare una cheescake ma non si è capaci, si va su internet a vedere la ricetta. E magari si può ottenere una buonissima torta.
Se si vuole potare la pianta da soli, si guarda un tutorial su Youtube.
E se si vuole imparare qualcosa riguardo al sesso cosa si fa?
Nella maggior parte dei casi, si guarda il porno.

Lo scopo della pornografia però non è quello di educare, bensì, di indurre uno stato di eccitamento.
Serve ad eccitare sostanzialmente.

Ad oggi la forma di pornografia più utilizzata a quella dei video, o dei film, che, se fino pochi anni fa era difficile procurarsi, oggi invece con internet sono alla portata di tutti e disponibili in qualsiasi
momento.

Questo risulta essere un problema soprattutto in relazione ai giovani, a coloro i quali si approcciano per la prima volta alla sessualità.
Infatti, lasciando alla pornografia il compito di educare si corre il rischio che diventi l’unica insegnante, non avendo però i “requisiti” per farlo.

La pornografia infatti dovrebbe essere un prodotto che serve per intrattenere e accendere le fantasie di un pubblico che ha già la sua esperienza, una sua grammatica del sesso.

Non essendo previsto obbligatoriamente in Italia l’insegnamento dell’educazione all’affettività e alla sessualità, i giovani si trovano spesso spaesati di fronte alla sessualità. Ecco perché sarebbe auspicabile che si cominci a comprendere l’importanza di una buona educazione riguardante la sessualità. Questo aiuterebbe anche a far comprendere ai giovani che la pornografia non è realtà, ma intrattenimento.

I film porno vengono molto spesso percepiti come fossero documentari ovvero come uno specchio della realtà, quando invece sono a tutti gli effetti una forma di spettacolarizzazione della realtà. E questo non accade solo ai più giovani, ma anche agli adulti.

Insomma i film porno andrebbero interpretati come quelli dove ci sono i supereroi o personaggi che sono capaci di lanciarsi dal decimo piano di un palazzo senza farsi un graffio.
Possiamo identificarci con essi, empatizzare, ma poi siamo consapevoli che quella è tutta finzione e non ci sogneremmo mai di provare a vedere cosa accade lanciandosi dal decimo piano di un palazzo. Sembra tutto vero, ma siamo consapevoli che c’è un set, un regista, degli effetti speciali.

Questo tipo di consapevolezza però non c’è rispetto al porno. Ed allora si finisce per convincersi che la realtà sia quella, che quello che fa l’attore o l’attrice lo devo fare anche io.
Si finisce per pensare che la sessualità dei film porno sia la sessualità della vita vera. Si da per assodato che lo standard pornografico sia quello della vita di coppia. Ma non è così e questo conduce a non pochi problemi.

Pensiamo a tutte quella false credenze circa lo standard delle dimensione del pene, della durata di un rapporto sessuale, la necessaria presenza di un orgasmo o dello squirting.
Dal confronti con i porno attori inoltre si può andare incontro ad ansia da prestazione, perché si percepisce la sessualità come una performance e non come un’esperienza.
Non è raro inoltre che ci si dimentichi di quanto sia importante il corteggiamento, il flirt, il gioco e che la sessualità è tutta valida, non solo il sesso penetrativo.

Ma bada bene, la pornografia non è affatto un nemico, anzi, ricordi cosa ho detto circa la funzione della pornografia? Indurre eccitazione. Quindi può essere un valido aiuto per il singolo, ma anche per le coppie. Può anche ampliare l’immaginario erotico.
Ciò che fa la differenza è il modo di interpretarla, ovvero, riconoscendo che è spettacolo, e non una fedele rappresentazione della realtà.
È normale che ognuno abbiamo un ideale rispetto la sessualità, ma occorre tenere conto che non necessariamente è realizzabile.
Non si deve quindi confondere un ideale con un obiettivo da raggiungere, perché altrimenti il rischio che si corre è quello di rimanerne delusi.
Quindi fondamentalmente il nostro ideale di sessualità dovrebbe avere lo stesso obiettivo della pornografia: eccitare.

Sessualità fa rima con libertà, quindi non c’è modo migliore se non quello di viversela libera da sovrastrutture e false convinzioni circa gli standard da raggiungere.
Il sesso è un’esperienza, non una performance.