È vero, non è sempre colpa dei genitori, ma la famiglia è il nucleo di base in cui si cresce, quindi, inevitabilmente, lascia un’impronta molto profonda. Non è un caso infatti che nel formare una nuova famiglia si tendono a ripetere i modelli avuti di esempio da bambini, siano essi giusti o meno. Inoltre spesso tendiamo a ripetere i modelli di relazione appresi nella famiglia di origine e a rimetterli in atto.

Crescere in una famiglia disfunzionale, significa crescere in un ambiente tossico dove vige l’invalidazione e tutto ciò può essere terreno fertile per la strutturazioni di importanti conseguenze nella vita adulta della persona. Conseguenze che possono coinvolgere la persona stessa e le sue relazioni.

Indubbiamente i modelli famigliari disfunzionali sono davvero tanti e possono declinarsi in tante forme.

Qui ve ne elencherò tra i più frequenti.

Nel video in fondo alla pagina ne troverai altri.

SACRIFICARSI

In queste famiglie vige il mito del sacrificio. Il genitore si sacrifica in nome della famiglia. Lo fa perché lo ritiene necessario. Generalmente questo ruolo viene esercitato dalla figura materna e questo probabilmente ha delle ragioni legate ad aspetti socio-culturali. Infatti indirettamente la società comunica alla donna che ad un certo punto della sua vita dovrà dedicarsi alla famiglia, ed esistere solo in qualità di madre o moglie.

In queste famiglie non si esita a sottolineare ai figli i sacrifici e le rinunce fatte. Non c’è spazio per il piacere ma solo per il dovere e il sacrificio. Ci si sente costretti a vivere in funzione di doveri verso la famiglia. Dietro a questo c’è spesso una richiesta implicita del genitore, ovvero quella della gratitudine e dello scambio, da parte dei figli. Il genitore sacrificante si trasforma in vittima quando questo non accade con conseguenza senso di colpa del figlio.

Nelle famiglie con queste dinamiche si verifica spesso anche il cosiddetto accudimento invertito, dove i figli fanno i genitori dei genitori.

IPERPROTEZIONE

Questo modello familiare si caratterizza per la paura verso il mondo esterno. I genitori fanno vivere i figli sotto una campana di vetro, giustificando il tutto con il troppo bene. Quando invece la realtà è che loro stessi hanno paure e timori verso il mondo.

Queste famiglie sono caratterizzate da controllo e privazione della libertà. Una dinamica tale crea dipendenza eccessiva, grande insicurezza e limita fortemente la crescita e lo sviluppo personale dei figli. Non permette l’individuazione. Non permette la costruzione di una buona autostima. Il bambino non riuscirà a strutturare la fiducia in sé stesso e da adulto potrebbe non sentirsi all’altezza delle situazioni o delle relazioni. Non riuscirà nemmeno a strutturare fiducia negli altri, quindi non è raro che i le relazioni e le situazioni n età adulta vengano vissute con ipercontrollo, disfattismo e pessimismo.

Per conoscerne altri, e per alcuni approfondimenti, puoi guardare il video qui sotto