VERONICA ROSSI PSICOLOGA E MENTAL COACH

VERONICA 

ROSSI

Psicologa & Mental coach

Alcuni studi hanno dimostrato che, in media, una coppia  discute circa 7 volte al giorno. Il litigio nella coppia non è da considerare elemento negativo, non è nemmeno segnale di problemi, anzi, si può dire che sia fattore positivo in quanto opportunità di confronto.

Il litigio nella coppia è anche sintomo di libertà. Molto spesso infatti nelle prime fasi della storia, si cerca di essere i “partner perfetti” a scapito dell’essere se stessi.  Attenzione, non c’è nulla di male in questo, fa tutto parte di quel bellissimo periodo chiamato innamoramento, durante il quale ognuno “da il meglio di sé" talvolta annullando anche le differenze dall’altro/a per paura che possano minare il rapporto. Le diversità tra i partner invece sono qualcosa di assolutamente normale, che anzi, vanno salvaguardate in quanto permettono di non far perdere alle parti il proprio sé.

La ricerca di un confronto con una persona (tendenzialmente per migliorare il rapporto) è indice di importanza del rapporto stesso...e del partner. 

Il conflitto infatti è un investimento emotivo. Il conflitto indica che nella coppia c’è ancora vita, passione ed il desiderio di stare insieme...bene. Può quindi rivelarsi un “collante” e può rafforzare la relazione. Assodato che, i litigi sono qualcosa di ineliminabile, ed anzi, necessari per la coppia, e che qualsiasi buona relazione non è esente da contrasti, come renderli costruttivi e non distruttivi?


Occorre imparare a “litigare bene”, altrimenti vi è il rischio che vengano a meno i vantaggi del conflitto. Quando la coppia conosce le buone regole del confronto è più probabile la sua longevità.


COMBATTERE PER IL BENE DELLA COPPIA (NON UNO CONTRO L’ALTRO)

Esistono alcuni semplici accorgimenti per “litigare bene” che possono rendere un dissidio propositivo:


• Mai evitare i conflitti.

È la prima buona regola di un rapporto sano e maturo.

La coppia che evita il litigio per paura di creare dissapori, sta invece proprio alimentando ciò che vuole evitare. 

Il “non detto” infatti rimane una stridente sinfonia di sottofondo nel rapporto, che infastidisce e talvolta erige muri emotivi e malcontenti. 

Quindi, non aver paura di esprimere le tue emozioni, le tue idee, i tuoi pensieri. Non aver paura di mettere in luce al partner qualcosa che ti crea un disagio, sia che si tratti di elementi importanti che di banalità come il tubetto del dentifricio lasciato aperto, o la spazzatura non portata fuori. Ogni tematica va affrontata, non taciuta, altrimenti tenderà a ripresentarsi, talvolta anche in maniera più aggressiva di prima.


Focalizzati sui fatti.

Molto spesso si perde il focus dell’evento scatenante ed il litigio divaga diventando anche occasione per attaccare l’identità dell’altro/a. Un comportamento non determina necessariamente l’identità della persona, sono infatti elementi di livelli diversi. Il comportamento è relativo al “fare”, l’identità all’ “essere”...e quasi mai coincidono. Il partner che non rifà il letto la mattina dopo essersi alzato, non è svogliato, semplicemente, non ha rifatto il letto. 


• Non utilizzare la seconda persona singolare

Non iniziare mai le frasi con “tu”. L’altro/a infatti potrebbe sentirsi attaccata/a e mettersi in atteggiamento difensivo facendo terminare il conflitto senza una risoluzione effettiva.

Utilizza piuttosto la prima persona singolare (“io”) oppure il “noi”. 

Ad esempio, anziché dire: “Sei stato maleducato nei miei confronti”, è più opportuno esprimersi con: “Mi sono sentita/i ferita/o dal tuo atteggiamento”.


• Non escluderti dalle responsabilità

Ricorda che la coppia è formata da due elementi: tu ed il tuo partner. E come giustamente sostengono gli psicologi Gestaldisti: “Il tutto è più della somma delle singole parti”. Questo sta a significare che in un gruppo, ma in questo caso nella coppia, gli accadimenti, gli eventi, eccetera,  sono determinati da dinamiche che si creano all’interno della relazione stessa, quindi, ogni parte è responsabile (in un qualche grado) di ciò che accade. In una coppia non esistono vittime e colpevoli, ma solo persone che concorrono a creare dinamiche relazionali con effetti e conseguenze. Elimina espressioni come: ”E’ tutta colpa tua”, “E’ tutta colpa mia”… ammesso che di colpe si possa parlare, sono di entrambi.


• Rispetta i turni di parola

Durante le discussioni, in particolare quelle animate e “calde”, si finisce spesso per parlare uno sopra l’altro, esponendo le proprie ragioni senza porsi in ascolto dell’altro/a. Il risultato è che ognuno avrà parlato senza essere ascoltato e senza ascoltare, di conseguenza il conflitto non può trovare soluzione. Diversamente, rispettare i turni di parola, porsi in atteggiamento di ascolto empatico, fare domande di tanto in tanto per accertarsi di aver ben compreso ciò che l’altro/a espone, potrà condurre ad un chiarimento.

RICORDATI Ciò che sto per dirti può sembrare banale e scontato, ma è una verità: stare bene in coppia quando tutto va a gonfie vele, è molto semplice; la vera forza di un rapporto, emerge quando ci si ama e si è uniti anche nel momento in cui, le cose sono difficili e complicate, ecco perché è Saper lottare (insieme) per la coppia e non uno contro l’altra, è importante per conferire alla relazione questa forza e robustezza.Ricorda...i problemi sono qualcosa da combattere insieme e non qualcosa che faccia combattere l’uno contro l’altra.