VERONICA ROSSI PSICOLOGA E MENTAL COACH

VERONICA 

ROSSI

Psicologa & Mental coach

È giusto chiarire subito che in questo caso si parla di orgoglio, inteso come fierezza nei confronti di ciò che si è, si ha, si fa eccetera. Per capire meglio cosa intendo dire, utilizzerò come aiuto un esempio.

Due giovani studenti, Jerome e Mark decidono di seguire un Master all’estero.Durante una lezione di psicologia, viene chiesto loro quali fossero le cose di cui andavano orgogliosi nella propria vita. Il primo, Jerome, risponde alla domanda facendo riferimento al luogo in cui è nato, e parla quindi delle personalità celebri della storia, dell’arte, della letteratura del suo Paese. Dice inoltre di essere orgoglioso della tradizione culinaria del suo Paese e di tutti i monumenti storici presenti.

La professoressa e con lei, anche gli altri studenti, appaiono essere positivamente colpiti nel vedere il compagno così soddisfatto.

Alla medesima domanda Mark risponde invece  molto semplicemente, di essere orgoglioso del percorso di studi che ha fatto, di tutto ciò che ha imparato nel corso di esso. Alla medesima domanda Mark risponde invece  molto semplicemente, di essere orgoglioso del percorso di studi che ha fatto, di tutto ciò che ha imparato nel corso di esso.


Ora invece farò una domanda a te. Secondo il tuo parere, chi ha più ragione ad essere orgoglioso? O meglio, quale delle due risposte apprezzi maggiormente, e perché?


Ricordi la lunga lista di cose delle quali Jerome andava fiero?Ecco, derivano tutte dal caso. Sono determinate dal fatto che Jerome sia nato in quel preciso Paese, il che è semplicemente attribuibile al fato...non è qualcosa che ha ottenuto per qualche suo merito, giusto?

Inoltre nell’elenco non vi è accenno ad alcun obiettivo personale che è stato raggiunto, anche piccolo ed insignificante che possa essere; qualcosa che abbia richiesto un certo grado di impegno e di tempo investito da parte sua. Questo mette in luce il fatto che non vi sia ombra di un suo contributo in quello di cui va orgoglioso, il che fa pensare che non abbia raggiunto obiettivi personali e che questo non lo renda soddisfatto del proprio percorso fino a quel momento.

Mark al contrario, mostra di essere fiero di qualcosa in cui lui stesso è stato protagonista: il suo percorso di studi. È qualcosa che è stato deetrminato da lui, in cui vi ha investito tempo, denaro ed impegno.Non è importante quanto modesta sia per gli altri, quella “cosa di cui andare orgogliosi”, importa il valore che ha per la propria persona.

Ognuno infatti, in base alla propria direzione di vita, ha diversi progetti, obiettivi ed ambizioni, che se raggiunti, meritano di essere motivo di orgoglio. Perchè?La risposta è semplice, perché hai contribuito personalmente per arrivare a quella determinata meta. Se sei li, è merito tuo.

Purtroppo però, ancora oggi molte persone nella nostra società, rispecchiano l’esempio del nostro Jerome, infatti i loro motivi di orgoglio sono legati a qualcosa di esterno a se stessi...qualcosa per cui non si ha contribuito attivamente.

Intendiamoci, non c’è nulla di male nell’essere felici se la tradizione culinaria del proprio paese è apprezzata nel mondo, o se i monumenti sono ammirati da migliaia di turisti. È giusto tramandare la storia e ricordare tutti i personaggi che hanno avuto un impatto positivo su di essa, ma non sarebbe più bella la sensazione di orgoglio per un proprio obiettivo personale raggiunto?

Sii orgoglioso di ciò che hai ottenuto per meriti tuoi, di qualcosa in cui hai offerto un tuo personale contributo. Tutti noi abbiamo un lavoro, passioni, hobby,  qualcosa in cui siamo particolarmente abili e che ci stimola ad ottenere sempre migliori risultati.

Non serve essere i migliori per essere fieri di qualcosa, chiunque con costanza ed impegno, può arrivare a raggiungere gli obiettivi prefissati, senza necessariamente eccellere.

Questo potrebbe certamente essere motivo di orgoglio e perché no...di vanto.

E tu...di cosa sei orgoglioso/a?