VERONICA ROSSI PSICOLOGA E MENTAL COACH

VERONICA 

ROSSI

Psicologa & Mental coach

“L’amore è cieco”, “ è intelligente ma non si applica” , “Una volta ci si divertiva con poco” , “Si stava meglio quando si stava peggio”, “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.


Vi ricordano qualcosa queste esclamazioni? Immagino di si. Sono proprio loro, le frasi di “senso comune”.

Come sosteneva Giambattista Vico: “sono un giudizio senz'alcuna riflessione, comunemente sentito da tutto un ordine, da tutto un popolo, da tutta una nazione o da tutto il genere umano”.Se in alcuni casi potrebbero sembrare anche veritiere, le frasi di senso comune sono in alcuni casi, frutto di pregiudizi, in altri invece si originano da un pensiero che non è però sostenuto da evidenze reali. Ma come nascono le frasi di senso comune?

Forse non vi stupirò nel dire che si originano da errori di pensiero, in “psicologichese”: bias cognitivi.Altro non sono che modalità di ragionamento, giudizi o pregiudizi disfunzionali perché basati su un’interpretazione non efficace delle informazioni. Va da sé che se, le frasi di senso comune sono formulate con queste premesse, sono destinate a “portarci fuori strada”.

Se pensiamo poi, che questi errori di ragionamento si tramandano da persona a persona, di generazione in generazione, è possibile comprenderne l’influenza.


Vediamo nello specifico quali sono i bias cognitivi che portano a far nascere il “senso comune”:


BIAS DEL GRUPPO: Le persone vicine hanno il grande potere di esercitare una forte influenza, ormai è risaputo.Questo significa che se un buon numero di persone la pensa in un certo modo si sarà portati, più o meno inconsciamente, a fare lo stesso. E questo è vero a maggior ragione se queste persone fanno parte di un gruppo importante per sé, al quale si sente di appartenere. Vi è quindi una sorta di pressione al pensiero condiviso che inevitabilmente avvicina ad un modo omologato di percepire la realtà.

EFFETTO ALONE: Sicuramente ne avrete già sentito parlare. Si riferisce ad una estensione di un giudizio, partendo da una mera caratteristica che riguarda la persona, un oggetto o una situazione. Per quanto riguarda il senso comune si potrebbe dire che quando un’idea, un pensiero arriva da una persona considerata autorevole aumenta la probabilità di ascoltarla, e anche quella di valutare credibili le parole e quindi far proprie le idee ed i pensieri. Inoltre, quando una persona viene considerata autorevole in un qualche settore, attraverso un automatismo mentale, lo diviene anche su altri che però potrebbero non essere la sua specificità.

BIAS DELLA DISPONIBILITÀ: Questo ha molto a che fare con i mass media e l’informazione in generale, sia quella veicolata dalla tv e i giornali, ma anche quella che passa via web attraverso i social network. Maggiore è l’esposizione ad alcuni messaggi maggiore sarà la probabilità di ritenerli veri. Da un certo punto di vista è come se, ritenessimo importanti e veritiere le informazioni più disponibili , quelle più frequenti, al di la della loro reale fondatezza. Tanto più un’informazione diventa familiare, tanto più entrerà a far parte del proprio modo di pensare o talvolta, anche del proprio sistema valoriale.

BIAS DELLA CONFERMA: La nostra mente è pigra, molto pigra. Per questo motivo è portata a cercare informazioni che confermino quelle già presenti in memoria piuttosto che quelle nuove. Queste infatti prevederebbero un ragionamento ed una messa in discussione che risulterebbe per la nostra mente troppo dispendiosa in termini di energia.Le frasi di senso comune sono di fatto quelle che si ascoltano più di frequente già sin da piccoli, quindi in fondo, fanno parte di ognuno di noi. Si tenderà quindi a cercare tesi a loro sostegno piuttosto che contrarie. In più sono superficiali e generalistiche, per questo motivo facilmente confermabili.