VERONICA ROSSI PSICOLOGA E MENTAL COACH

VERONICA 

ROSSI

Psicologa & Mental coach

Perché dimentichiamo il nome delle persone appena conosciute?

“Piacere Francesca”- “Piacere mio”


E poi, dopo nemmeno un secondo ci si domanda...”Come si chiamava già?” “Federica?” “Floriana?”.

Ammettiamolo, capita praticamente sempre e praticamente a chiunque.

A dispetto di quanto si possa pensare, non è mancanza d’interesse verso la persona che ci si presenta, ma è un fenomeno del tutto normale, che risente di altri fattori collegati a meccanismi mentali davvero sorprendenti.

Appena si conosce una persona nuova infatti, la mente è portata a focalizzarsi maggiormente su quelli che sono  gli “aspetti visivi” ovvero i tratti somatici: le labbra, gli occhi, il naso. Si è concentrati sull’odore, sui movimenti. Insomma, su di una serie di elementi che la nostra mente, al fine della “prima impressione” ritiene molto più importanti del nome. Pensate un po' quale fatica deve fare il cervello per processare in pochi attimi tutti questi elementi e per crearsene poi un’idea, la classica prima impressione, appunto. Ecco tutto ciò che ritiene non utile a questo fine, viene totalmente rimosso.


Il nostro cervello però non è solamente concentrato sull’altra persona, ma anche su di sé. Si, perché consapevole di tutti i processi prima elencati, sa che la nostra nuova conoscenza farà altrettanto, cercando di farsi una prima impressione di noi. La nostra mente quindi, si attiverà al fine di farci comportare nel miglior modo possibile, evitando ogni rischio di goffaggine.


Perché, come giustamente sosteneva Oscar Wild: “Non c’è una seconda occasione per fare un buona prima impressione”.


In ultimo, ma non meno importante, i nomi di persona, non attivano un correlato di immagine nel cervello. A differenza di nomi comuni come: mela, gatto, surf eccetera, i quali udendoli o nominandoli, attivano inevitabilmente un’immagine mentale, il nome di persona non ha questa prerogativa, di conseguenza è più difficile da ricordare, non avendo un ancoraggio “visivo” che possa aiutare la memoria a promuoverne il ricordo.


Se la nuova conoscenza si presentasse dicendo “Piacere sono Francesca, e pratico atletica leggera”. Sicuramente ci si ricorderà quale sport pratica...ma non che si chiama Francesca. Provare per credere.

Perché ci piace spettegolare?


“Mi raccomando, non dire a nessuno ciò che ti sto per dire!” “Sai che la tizia, ha fatto quello e quell’altro?”.


Che spettegolare piaccia o no, almeno una volta nella vita tutti abbiamo spettegolato. In una forma un po' diversa lo facciamo fondamentalmente ogni giorno sui social, quando incuriositi guardiamo quello che postano amici e amiche.


Si tende a considerare il pettegolezzo come qualcosa di “femminile” e con accezione negativa, la realtà emersa da alcuni studi invece, è ben diversa. Dietro a tale comportamento infatti, si celerebbe un desiderio di creare legami. Nel momento in cui si confiderebbero segreti ad un altra persona, si creerebbe inevitabilmente con la stessa, una sorta di legame basato sulla fiducia.L’essere umano, è un essere sociale, il bisogno di relazioni è un bisogno primario...sarebbe quindi disposto a qualunque cosa pur di creare rapporti...anche a spettegolare.


Piacciamo di più, dopo che ci hanno fatto un favore.


Conosci l’ “Effetto Ben Franklin”?Questo effetto riguarda un aspetto psicologico piuttosto interessante, secondo il quale, se vuoi piacere a qualcuno, devi chiedergli di farti un favore.No, non hai capito male, è proprio così. Per dartene una prova, ti racconterò la storia di come è stato scoperto l’ “Effetto Ben Franklin”.


Benjamin Franklin, importante figura della storia, inventore del parafulmine, membro tra i fondatori degli Stati Uniti, all’interno dell’Assemblea Legislativa, aveva un ferreo oppositore. I rapporti tra i due erano piuttosto aspri e nulla sembrava poter mitigare l’ormai conclamata antipatia.


Il colpo di genio di Franklin, fu quello di chiedergli in prestito un libro notato all’interno della sua biblioteca. A quella richiesta, colui che fino a quel momento indossava le vesti del più acerrimo avversario, divenne ben presto un amico.  Egli infatti si sentì lusingato da quella richiesta tanto da iniziare a  nutrire profonda stima nei confronti di Franklin.



“Sii educato con tutti, socievole con molti, intimo con pochi, amico con uno soltanto; nemico con nessuno.” Benjamin Franklin